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"Sogni a colori. Piccoli passi nell'arte per l'inclusione sociale", storia di una mostra

"Sogni a colori. Piccoli passi nell'arte per l'inclusione sociale", storia di una mostra

Le case non hanno pavimenti, né infissi. Non sono riscaldate e non hanno elettricità e acqua corrente. I bambini giocano tra di loro, tra i rifiuti. Indossano abiti sporchi e usurati, perché non si cambiano molto spesso. I loro genitori non lavorano: il lavoro non c'è, la regione in cui vivono è povera e non ha molte infrastrutture. Le giornate trascorrono tutte uguali. Sembrano quasi trascinarsi, mentre il calare della notte è solo la dimostrazione che si è sopravvissuti un altro giorno. L'indomani ci sarà nuovamente il problema di trovare cibo da mangiare e un po' di acqua pulita da bere, con cui magari anche lavarsi almeno il viso.

 Gipsy house

Questa è la quotidianità di tante famiglie che abitano nelle aree più remote dell’Ungheria. Adulti e bambini rom, ma anche ungheresi, la cui realtà è fatta sicuramente di estrema povertà, a volte di criminalità, in un circolo vizioso che coinvolge diverse generazioni e si tramanda, proprio come un marchio sulla pelle, di padre in figlio.

  

 

 

La Fondazione Real Pearl

Eppure delle piccole “perle” possono nascere anche in mezzo al nulla. Ed è per questo motivo che la Fondazione Real Pearl ha scelto questo nome. Ogni bambino è un tesoro, proprio come lo è una perla in fondo al mare; ma una perla rimane comunque bellissima, anche se forma una collana, in questo caso simbolo della comunità. Ed è su questo principio che quest’associazione no-profit ha deciso di perseguire un piccolo, grande sogno: quello di poter offrire un futuro migliore ai più piccoli attraverso l’istruzione e l’arte. Aiutando i loro genitori, insegnando loro un mestiere, possono cercare di impedire che cadano nelle facili promesse della criminalità. Ma la fondazione non ha vita facile, perché si dedica agli ultimi,  a quelle persone spesso considerate dalla società irrecuperabili e quindi abbandonare al proprio destino. La presidente della Fondazione L. Ritok Nora, volontari e collaboratori si impegnano ogni giorno affinché i loro progetti possano vedere la luce, nonostante le innumerevoli difficoltà.

TreasureRome segue ormai da anni la Fondazione Real Pearl nelle sue battaglie e ha deciso di sostenerla donando 5 euro al giorno per ogni prenotazione ricevuta attraverso il sito web. La Fondazione infatti utilizza i fondi raccolti non solo per progetti educativi, ma anche per aiutare le famiglie nell’assistenza di cui hanno spesso bisogno, che siano medicinali, indumenti, oppure cibo. Finanzia inoltre delle borse di studio per gli studenti più meritevoli, in modo che lo studio diventi la spinta a credere davvero che si può ottenere una vita diversa.


Sogni a colori- la mostra

L’idea della mostra Sogni a colori- Piccoli passi nell’arte per l’inclusione sociale promossa da TreasureRome e dalla sua linea di lusso TreasureRome Collection, è nata per lanciare un messaggio ben preciso: promuovere la desegregazione scolastica e il cambiamento attraverso l’arte e l’educazione. I bambini di queste comunità infatti vengono ghettizzati a scuola e quello della segregazione scolastica è un fenomeno purtroppo ancora presente in molti paesi europei.

La mostra composta da 21 coloratissime opere si è svolta dal 24 novembre al 6 dicembre presso lo spazio espositivo Medina Roma, a pochi passi dal Colosseo e in uno dei quartieri più belli della città. All’opening, evento che si è rivelato emozionante e molto sentito, hanno partecipato persone di diverse nazionalità, accomunate dall’amore per l’arte e dal desiderio di sostenere la Fondazione. La madrina della mostra, la professoressa Eugenia Serafini, ha illustrato gli obiettivi di Real Pearl e alcuni dei quadri esposti; mentre Ilona Balint, violinista ungherese dell’Accademia di Santa Cecilia, si è esibita in un duetto con sua figlia Marta Mastrullo. L’evento di chiusura, mercoledì 6 dicembre, ha visto inoltre la partecipazione anche della Presidente L.Ritok Nora, con tre delle ragazzine che vengono seguite dalla Fondazione.

Le opere esposte, nate dalla fantasia e dalla creatività di bambini dai 7 ai 12 anni, raccontano i loro sogni, la loro vita semplice nel villaggio, e lo fanno attraverso una forza espressiva in cui è possibile intravedere tutta la bellezza della loro giovanissima età, nonostante le durissime condizioni di vita.


  

L’incontro con Papa Francesco e la visita in una scuola romana

Quella del 6 dicembre è una data che ha segnato la storia della Fondazione Real Pearl. Non è stato solo il giorno dell’evento di chiusura di “Sogni a colori”, in cui sono stati venduti 5 dei quadri esposti e raccolti altri fondi, ma anche quello dell’incontro con Papa Francesco. L.Ritok Nora, le tre ragazzine e a Henrietta Kiss di TreasureRome hanno partecipato all’udienza papale e hanno avuto la possibilità di consegnare al Santo Padre l’opera realizzata dalle ragazze e una lettera in cui hanno spiegato la condizione di questi bimbi in Ungheria. Real Pearl è riuscita ad arrivare in Vaticano  e a portare una testimonianza vera e autentica del proprio operato.

Ma il viaggio in Italia è stata anche l’occasione per diffondere il proprio messaggio di inclusione sociale anche grazie allo scambio culturale con la scuola primaria Di Donato di Roma. Le tre ragazzine hanno infatti collaborato con altri studenti alla realizzazione di un bigliettino d’auguri natalizio e di un’opera simile a quelle che vengono realizzate durante i laboratori della Fondazione. Un’esperienza che è stata più che positiva e ha dimostrato come tutti i bambini abbiano il diritto di vivere la propria infanzia e di sperare un futuro che sia all’altezza dei loro sogni.

Prima di partire per tornare in Ungheria, le tre ragazzine hanno voluto concedersi un ultimo bagno nella grande vasca che hanno trovato nell’appartamento che le ha ospitate. Per loro è stata un’esperienza unica: nelle loro case, infatti, il bagno non c’è.  

Continuiamo insieme a sostenere la Fondazione Real Pearl

Real Pearl ha bisogno dell’aiuto e del supporto di tutti noi. Per dare il proprio contributo è possibile acquistare uno dei bellissimi quadri che hanno fatto parte della mostra ancora disponibili, oppure altri oggetti realizzati nei laboratori artistici insieme ai bambini. Credere nell’operato della Fondazione è il primo passo per difendere i diritti dell’infanzia e contribuire all’inclusione sociale.

 




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